Prestito delega: cos’è la cessione del doppio quinto
- busta paga;
- documenti di riconoscimento;
- ultimo modello CUD;
- attestato di servizio (di solito lo richiediamo noi).
Delegazione di pagamento: perché conviene
- la sua durata si può estendere fino a 120 mesi (10 anni), in modo da spalmare il debito su un ampio programma di rimborso e riducendo così l’importo delle rate;
- il valore dei tassi e delle rate resta fisso per tutta la permanenza del prestito;
- è assicurato: come la cessione del quinto, il prestito con delega è obbligatoriamente accompagnato da una copertura assicurativa che serve a proteggere contro i rischi vita e i rischi diversi di impiego;
- è a firma singola, poiché non richiede garanzie e fideiussioni;
- è esteso anche ai cattivi pagatori: la delegazione di pagamento – come tutte le altre forme di cessione del quinto – può essere richiesta anche da soggetti che abbiano subito protesti o che siano iscritti a banche dati creditizie;
- non è finalizzato, dunque non è necessario fornire le motivazioni sottese alla propria scelta di investimento.
Cessione del quinto con delega, la normativa
- dipendenti statali (con condizioni particolarmente vantaggiose in virtù delle convenzioni stipulate tra i ministeri e l’ente erogante);
- dipendenti pubblici (previa verifica in amministrazione);
- dipendenti privati (previa verifica in amministrazione).
Prestito con delega: come calcolare la rata
Il calcolo rata del prestito delega è abbastanza semplice nel caso di alcuni dipendenti ministeriali, che hanno il quinto dello stipendio riportato direttamente in busta paga alla voce “quinto stipendio“: tale dato è calcolato direttamente (per esempio) dal Ministero del Tesoro.
Circa i dipendenti privati, per esemplificare il calcolo rata del prestito delega descriviamo qui di seguito quali sono generalmente i parametri, prendendo ad esempio un lavoratore con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (in caso di tempo determinato la scadenza del finanziamento deve rientrare entro la scadenza del contratto di assunzione).
Resta inteso che per le categorie Ministeriali, Pubblici, Parapubblici, Postali e Privati, la durata della dilazione è sempre da 24 a 120 mesi; tra cessione del quinto dello stipendio e prestito delega occorre rimanere nel 40% dello stipendio, lasciando netti al dipendente almeno 502 euro per il credito sostenibile.
Per il calcolo del quinto si può partire dalla busta paga del dipendente, ricavando due dati:
- La paga oraria
- Le ore di lavoro definite per contratto
Ottenuti i due dati, bisogna calcolare il reddito netto mensile attraverso una formula piuttosto semplice:
Una volta ottenuto lo stipendio netto mensile, per il calcolo della rata massima di un prestito con cessione del quinto dello stipendio, basterà dividere il risultato ottenuto per 5.
ESEMPIO:
Supponiamo di avere un dipendente pubblico o privato con contratto full time (140 ore mensili), con una paga oraria lorda di 11,10 euro e 13 mensilità.
Lo stipendio netto mensile sarà, approssimativamente, di 1.229 euro.
Quinto dello stipendio = 1.229 / 5
La rata massima del prestito con cessione del quinto non potrà superare i 245,8 euro.
Poiché con il prestito delega (doppio quinto) si raggiunge la quota massima del 40% dello stipendio, si cerca per prassi di distinguere le due rate, quella della cessione del quinto e quella del prestito con delega, in modo da consentire al datore di lavoro e al dipendente di capire facilmente quale sia l’una e quale sia l’altra.
Se, ad esempio, il quinto dello stipendio è pari a 200 euro, la rata della cessione può essere definita a 200 euro, mentre la rata del prestito delega può essere definita a 199 euro, differente quindi di almeno un euro, per diversificarle e renderle facilmente riconoscibili anche rispetto alle altre voci che compaiono in busta paga.

