Il divario economico tra nord e sud è cosa assai nota e che esiste da sempre, purtroppo la crisi economica degli ultimi tempi ha finito per accentuarlo ancora di più sotterrando l’economia di molte città del sud Italia. Napoli, simbolo ed espressione di italianità in tutto il mondo e non solo per la pizza, sta affrontando un periodo economico particolarmente difficile e sono sempre di più le famiglie che a stento riescono ad arrivare a fine mese. In un quadro economico del genere è ovvio che nel momento in cui, in una famiglia, si presentano delle spese impreviste diventa difficile riuscire a farne fronte. A tutti i cittadini di Napoli, dipendenti pubblici o privati e pensionati, viene riconosciuta la possibilità di accedere al credito in modo facile e rapido grazie alla cessione del quinto.
La cessione del quinto Napoliè una particolare forma di finanziamento rivolta ai napoletani che rientrano in particolari categorie precedentemente elencate e da l’opportunità di offrire come unica garanzia la pensione o lo stipendio. La cessione del quinto Napoli opera in modo particolare in quanto le rate mensili del prestito non vengono rimborsate dal richiedente ma vengono trattenute, sullo stipendio o sulla pensione, direttamente dal datore di lavoro o dalll’ente pensionistico che provvederà poi a versarle all’istituto di credito.
Tra i soggetti che possono richiedere la cessione del quinto (definito così perché le rate mensili non possono mai superare il quinto del valore netto dello stipendio o della pensione) sono, oltre ai pensionati e dipendenti pubblici e privati a tempo indeterminato anche, i lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo determinato a condizione che la durata del contratto di lavoro superi la durata del piano di rimborso del finanziamento.
Occorre inoltre ricordare che a questa forma di prestito possono accedere anche coloro che difficilmente avrebbero avuto la possibilità di ottenere liquidità in altro modo ossia i cattivi pagatori, soggetti iscritti al Crif o Centro Rischi Finanziari per il fatto di aver ritardato o omesso di versare un certo numero di rate di un precedente prestito. Il piano di rimborso ha una durata variabile ma non può mai superare le 120 rate ossia i dieci anni.

