Torino è il quarto comune italiano più popolato e il terzo complesso economico-industriale più importante di tutta Italia. Eppure la crisi che da oltre dieci lunghi anni ha colpito l’Italia ha finito per incidere negativamente anche su una città, economicamente industrializzata, come Torino. Da alcuni recenti studi, il 10% delle case di Torino risultano vuote in quanto, per i proprietari, è diventato impossibile trovare dei potenziali affittuari e anche a voler prendere in considerazione il fenomeno degli affitti in nero l’impatto di questi ultimi sembra essere minimo rispetto alle abitazioni sfitte.
Chi ha investito nel mattone negli anni 90, sperando in una crescita della città piemontese, ha preso una decisione fallimentare così come chi ha investito nel commercio. Insomma, tutto ciò che per i torinesi sembrava essere realtà nei primi anni 90 è diventata un’illusione con l’arrivo del nuovo millennio e la crisi economico-finanziaria che l’ha caratterizzato. Non ci si deve stupire quindi del fatto che siano sempre di più i torinesi che si rivolgono ad istituti di credito per ottenere dei finanziamenti e tra le varie forme di prestiti (finalizzati, non finalizzati, personali, ecc…) un ruolo di primo piano è assunto dalla cessione del quinto.
La cessione del quinto Torino offre a tutti i pensionati e dipendenti pubblici e privati torinesi l’opportunità di accedere al credito cedendo un quinto del valore netto dello stipendio o della pensione. Si tratta si una forma di prestito non finalizzato, di conseguenza non bisogna giustificare il motivo per cui viene richiesto il prestito e ottenuta la liquidità può essere spesa in qualunque modo. Nella cessione del quinto Torino un ruolo fondamentale viene assunta dal datore di lavoro e dall’ente pensionistico che sono tenuti a trattenere la rata mensile, direttamente dallo stipendio o dalla pensione, e a versarla all’istituto finanziario.
Ciò che contraddistingue la cessione del quinto è che non viene richiesta alcuna garanzia particolare in quanto questa è data dalla cessione di una parte dello stipendio o della pensione e ciò è uno dei motivi per i quali può essere richiesto e viene concesso anche a coloro che risultano iscritti al Crif come cattivi pagatori, in quanto hanno omesso o ritardato il versamento di alcune rate di un precedente prestito.

