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Prestiti INPS

INPS e cessione del quinto: il binomio migliore per i tuoi prestiti

La cessione del quinto dello stipendio è, sempre più per le famiglie italiane, la forma di prestito personale più affidabile e vantaggiosa. Ciò in ragione delle sue peculiarità, definite da una specifica normativa, che possono essere così sintetizzate:

  • la cessione del quinto è un diritto di tutti i lavoratori dipendenti e dei pensionati riconosciuto dalla legge. In quanto diritto, salvo casi particolari, la richiesta di cessione non può essere rigettata dal datore di lavoro né dall’Ente previdenziale;
  • si definisce cessione del quinto in quanto è il richiedente (o cedente) a cedere appunto una quota del suo stipendio mensile o della pensione a garanzia del rimborso. Tale quota non può andare oltre la misura massima di un quinto della retribuzione netta o della pensione;
  • il rimborso prevede il coinvolgimento diretto del datore di lavoro o dell’Ente pensionistico, che diventano di fatto “debitori” e hanno l’onere di trattenere mensilmente dallo stipendio o dalla pensione la rata da versare al finanziatore tramite un conto dedicato;
  • tasso e rata restano fissi per tutta la durata del prestito;
  • l’intera operazione di cessione del quinto è coperta per legge da una doppia assicurazione, a tutela del rischio vita e del rischio impiego;
  • per i soli lavoratori dipendenti in attività, è inoltre prevista la possibilità di cedere un altro quinto dello stipendio tramite la forma del prestito delega. E’ dunque possibile affiancare i due finanziamenti, cessione del quinto e prestito delega, impegnando il 40% della propria retribuzione netta, al fine di ottenere il massimo finanziabile.

prestiti inps con cessione del quinto

I prestiti Inps con cessione del quinto, ossia i piccoli prestiti, i prestiti pluriennali e i prestiti a pensionati, godono degli stessi vantaggi di questa particolare soluzione creditizia.

INPS non eroga direttamente prestiti a dipendenti privati, ma solo ad alcune categorie di persone, ossia:

  • dipendenti del settore pubblico e statale;
  • dipendenti di Poste Italiane e delle società collegate;
  • dipendenti della Magistratura;
  • pensionati di tutti questi settori.

Ciò avviene dacché, col Decreto Legge Salva Italia (n. 201, 6 dicembre 2011), INPS ha assorbito interamente l’Inpdap, l’Istituto nazionale di Previdenza e Assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica, del quale ha acquisito tutte le funzioni, istituendo la Gestione Dipendenti Pubblici (con detto decreto, INPDAP è stato di fatto soppresso).

Tramite la Gestione Dipendenti Pubblici, dunque, INPS dà accesso a forme di finanziamento particolarmente agevolate ai dipendenti e pensionati pubblici e statali. Tale opportunità è comunque riservata, come si ricordava sopra, anche per i dipendenti Poste Italiane e società collegate, per i dipendenti della Magistratura, nonché per i pensionati di queste categorie.

Prestiti INPS con cessione del quinto: una panoramica

Esistono diverse tipologie di prestiti INPS con cessione del quinto, che si distinguono per l’importo, per i requisiti di ammissibilità, per la durata della dilazione e per la modalità di erogazione delle somme.

Tali finanziamenti possono essere infatti erogati direttamente da INPS tramite un fondo dedicato (come il piccolo prestito e il prestito pluriennale diretto), o indirettamente (tramite banche e finanziarie accreditate, come il prestito pluriennale garantito).

Per accedervi, il Richiedente è tenuto a produrre:

  • documenti di identità;
  • una dichiarazione della propria amministrazione;
  • busta paga o cedolino pensione.

L’importo della rata è direttamente legato all’entità dello stipendio o della pensione che si percepisce. Il rimborso può essere rateizzato in 60 o 120 mesi, a seconda delle esigenze.

E’ importante sottolineare che i prestiti Inps con cessione del quinto possono essere concessi anche a protestati e cattivi pagatori, proprio in ragione delle garanzie poste a tutela dell’operazione.

Piccoli prestiti INPS con cessione del quinto

Ne esistono tre tipologie:

1. Piccolo prestito Gestione dei Dipendenti Pubblici: E’ riservato a dipendenti e pensionati del comparto pubblico iscritti cioè alla Gestione ex Inpdap, a prescindere dal tipo di contratto e dall’anzianità lavorativa o pensionistica. Prevede l’erogazione di piccoli importi rimborsabili mensilmente con trattenuta diretta sulla busta paga o sulla pensione nella misura massima di un quinto.

La dilazione, da cui dipende l’entità dell’importo, può essere di 1, 2, 3 o 4 anni. Per un piccolo prestito di un anno, si può ottenere un importo massimo pari a una mensilità dello stipendio o della pensione. Per i prestiti della durata di due anni, la cifra massima che si può ottenere è pari a due stipendi o due pensioni mensili. Per i prestiti triennali, l’importo non può eccedere le tre mensilità nette di stipendio o pensione. Per i prestiti quadriennali, infine, l’importo massimo è di quattro mensilità nette.

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) applicato al Piccolo Prestito della Gestione Pubblica è del 4,25%, cui vanno sommate spese di amministrazione pari allo 0,50% e premio fondo rischi (quest’ultimo variabile in funzione dell’età del richiedente e della durata del prestito).

2. Piccolo prestito della Gestione Magistrale:  E’ rivolto ai lavoratori iscritti alla suddetta gestione, i quali possono accedere a un prestito di importo non superiore a 2 retribuzioni mensili. Il rimborso avviene tramite cessione del quinto.

3. Piccolo prestito Gruppo Poste italiane: E’ dedicato a dipendenti di Poste Italiane Spa e tutte le relative società facenti parte del gruppo, cui possono essere concessi piccoli prestiti di durata che va da 12 a 48 mesi. Il rimborso avviene con cessione del quinto.

Prestiti pluriennali INPS con cessione del quinto

Tali tipologie di prestiti INPS si dividono in:

  • prestiti pluriennali diretti, ossia erogati direttamente dall’Ente tramite il Fondo Credito;
  • prestiti pluriennali garantiti, ossia erogati da Banche e Società finanziarie accreditate INPS, in cui l’ente previdenziale fa da garante per il rimborso del credito da parte degli iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici.

Prestiti pluriennali diretti Gestione Dipendenti Pubblici: si rivolgono a dipendenti e pensionati pubblici e statali iscritti alla Gestione unitaria ex Inpdap (Fondo Credito).

A differenza del Piccolo prestito Gestione Dipendenti Pubblici, in questo caso vanno rispettati dei requisiti di anzianità, ossia:

  • nel caso di lavoratori dipendenti, avere un’anzianità di servizio di almeno quattro anni;
  • nel caso di pensionati, avere almeno quattro anni di contributi al Fondo Credito.

I lavoratori dipendenti devono inoltre essere assunti con contratto a tempo indeterminato, pur restando salva la possibilità di accedere al prestito anche per i lavoratori con contratto a tempo determinato da almeno tre anni, a condizione però che il finanziamento sia estinguibile nel periodo contrattuale e che il dipendente a tempo determinato ponga il proprio TFR a garanzia del rimborso.

I Prestiti pluriennali diretti Gestione Dipendenti Pubblici danno accesso a importi motivati da specifiche necessità personali o familiari, dunque sono prestiti finalizzati. L’importo è variabile a seconda della tipologia di spesa, con una durata di 5 o 10 anni.

Il TAN applicato è pari al 3,50%, cui sommare spese di amministrazione pari allo 0,50% e il premio fondo rischi. Anche per tale tipologia di prestito, il rimborso avviene con cessione del quinto, mediante trattenuta diretta mensile sulla busta paga o sulla pensione del richiedente.

Prestiti pluriennali garantiti Gestione Dipendenti Pubblici: Tale soluzione è rivolta in via esclusiva a dipendenti pubblici in attività che abbiano superato il periodo di prova del contratto a tempo indeterminato, con una durata variabile da 2 a 10 anni (sempre e comunque entro la data di pensionamento del lavoratore, salvo casi in cui è possibile far passare la rata sulla pensione al momento del pensionamento).

Sono definiti prestiti garantiti in quanto è prevista una copertura contro il rischio di decesso, di licenziamento e di eventuale riduzione dello stipendio del lavoratore (il richiedente dovrà allegare alla domanda un certificato recente di sana e robusta costituzione).

Anche in questo caso, in quanto prestiti finalizzati, le somme erogate possono finanziare solo spese precise ben documentate.

Per quanto attiene i tassi applicati, TAN e TAEG dipendono dalle condizioni proposte dall’istituto di credito erogante: va considerato infatti il TAEG proposto dalla finanziaria, aggiungendo le spese di amministrazione Inps (0,50%) e i premi compensativi per il rischio di insolvenza (1,5% a 5 anni, 3% a 10 anni). Non possono tuttavia essere superati i tassi soglia TAEG per i prestiti con cessione del quinto che le banche e le società finanziarie convenzionate con INPS sono tenute a rispettare.

Anche i prestiti pluriennali garantiti sono rimborsabili con cessione del quinto, per cui la restituzione avviene tramite trattenuta mensile sulla busta paga del dipendente.

Prestiti pluriennali Gestione Fondi Gruppo Poste italiane: sono rivolti ai dipendenti di Poste Italiane Spa e società collegate. Il prestito può avere durata di 5 o 10 anni e viene concesso nella misura massima di un quinto dello stipendio netto.

Cessione del quinto della pensione INPS

Anche i pensionati, ossia gli ex dipendenti pubblici e statali, di Poste Italiane e società collegate e della magistratura, possono accedere al credito tramite cessione del quinto della pensione Inps.

L’entità della rata dipende strettamente dall’importo della pensione stessa. La quota cedibile viene definita al netto delle trattenute fiscali e previdenziali senza incidere sulla quota della pensione minima (restano dunque esclusi dalla cessione i trattamenti pensionistici integrati al minimo).

Prima di accogliere la richiesta, l’Inps verifica la presenza di alcune condizioni a tutela del pensionato:

  • la Banca o la Finanziaria devono essere in possesso di tutti i requisiti di legge per questo tipo di operazione;
  • il tasso applicato al prestito non deve superare il tasso soglia che l’ente erogante deve rispettare (e di cui INPS dà conto con pubblicazione periodica);
  • la rata stabilita nel contratto di finanziamento non deve superare un quinto della pensione;
  • il contratto deve rappresentare chiaramente tutte le spese relative alla pratica.

L’Inps ha inoltre stipulato una Convenzione con numerose Banche e Società finanziarie, tale da assicurare ai pensionati che facciano richiesta di prestito tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato.

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